VACCINAZIONI
Oggi per viaggiare è importante conoscere le piacevoli destinazioni e gli itinerari da seguire, ma è necessario avere anche la consapevolezza dei rischi sanitari che si incontrano; si deve ragionare sulla possibilità di contrastarli ma anche sul rapporto tra rischi e benefici nell'uso di vaccini (con i loro effetti collaterali) o di eventuali farmaci utilizzati a questo scopo.
Alcune categorie di persone viaggiano essendo più "a rischio" di altre e frequentemente si ammalano mentre sono lontane dalle loro dimore abituali:
* al primo posto troviamo le persone con preesistenti condizioni di cardiopatia e di broncopatia cronica ostruttiva (per loro è importante controllare l'intensità degli sforzi eseguiti in viaggio, che sono spesso sovradosati e accentuati da una riduzione delle ore di sonno)
* al secondo i malati di diabete insulinodipendente (mangiare dolci all'estero “costa” esattamente come in Italia, solo che in viaggio spesso ci si lascia una maggiore libertà alimentare senza controllare attentamente i dosaggi di insulina)
* il terzo e il quarto posto delle categorie di persone a cui capita di ammalarsi di più durante un viaggio sono occupati dalle donne in gravidanza e dalle famiglie che viaggiano con bambini. In viaggio non c'è più la farmacia sottocasa o il ginecologo a portata di telefono, quindi è sicuramente maggiore la possibilità che ad esempio un banale episodio infettivo di un bambino, che a casa potrebbe risolversi con una giornata di riposo a letto possa complicarsi a causa dei trasferimenti obbligati, dei viaggi aerei con aria condizionata e delle condizioni alimentari non perfette, e lo stesso vale per le donne gravide
Serve quindi un ragionamento consapevole prima di decidere come e dove andare.
Anche queste persone possono viaggiare benissimo purché ci si ragioni preventivamente.
RISCHIO E FREQUENZA DI MALATTIA
Il 25-30% di chi viaggia in paesi tropicali o comunque con scarsa igiene ambientale rischia la diarrea del viaggiatore, amichevolmente soprannominata Vendetta di Montezuma, per le sue caratteristiche: dura poco e seppure limitante e' quasi sempre a decorso benigno.
La possibilità di contrarre la malaria è invece calcolabile intorno all'1% per chi non usi la chemioprofilassi preventiva in alcune zone dell'Africa Occidentale, ma molto più bassa in altre zone Africane.
Di contro almeno il 10% di chi effettua la chemioprofilassi (che non e' una garanzia assoluta di prevenzione poiché ormai molti ceppi sono resistenti) risente di reazioni tossiche o allergiche ai prodotti utilizzati.
La possibilità di contrarre Epatite A (forma a decorso benigno), rabbia, Epatite B (probabile solo per chi pensi di scambiarsi siringhe, avere rapporti sessuali a rischio e rimanere a lungo nella zona di viaggio), tifo, AIDS (stesse indicazioni della Epatite B), colera o Febbre Gialla va progressivamente decrescendo fino a valori assolutamente improbabili.
Anche nella vicina Austria si può rischiare la encefalite virale trasmessa da una zecca che vive nelle foreste, ma la percentuale di viaggiatori europei che ne è colpita è assolutamente insignificante.
Vademecum del viaggiatore (consigli e prevenzione) Pdf
Un estratto dal sito eurosalus per chi desiderasse saperne di piu' puo andare ai seguenti link:
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